Di carne e di seta

E se è la carne che devo celebrare
se è fuoco, tra le mie mani, che devo trattenere
che mi si aprano le porte
di questo Inferno lugubre,
ch’io lo possa tingere
di rosso e di cera,
seta e candore a destare le ombre
e profumo di donna a dissetare le vesti.

Un faro rischiara una notte di ombre

Voglio te
nella pioggia d’estate
nel vento feroce
nell’inverno gelido, te
nella coltre di nebbia un faro
rischiara una notte di ombre
io
voglio te
tra le dita, nel pianto che ho perso
per tutta la vita,
invano?
Voglio te, nel silenzio.
ora
voglio te, nel respiro
di un abete, spoglio
voglio te, e il canto del mare
sarà ombra al suono delle tue
parole.

Pubblicazione sulla rivista letteraria Inchiostro

Le poesie «Il tempo di un respiro», «L’abominio» e «L’infinito non racconta se stesso» sono state pubblicate in versione originale sul numero 1-2/2011 di «Inchiostro, rivista di storie e racconti da leggere e da scrivere – http://www.rivistainchiostro.it».

L’autrice ringrazia la rivista Inchiostro, il suo direttore, la redazione e la casa editrice Il Riccio Editore per la disponibilità dimostrata.

Sulle ali del tempo

Udire il mormorio sottile
del tormento
non fu mai così feroce
eppure tra le lacrime
nascoste al volto
ti riflettevi tu
ogni volta
e dell’immagine di me, sbiadita
non restava altro
che una pozza di cristallo.

E labbra tese a pizzicare l’aria,
assillo di ricordi putridi
e speziati.
Inumidire l’anima
e goccia a goccia scivolare
in questa notte eterna
rubata al cielo e alle sue stelle.

Ma forse un giorno,
un giorno lontano,
tra rovine di albe perdute
e primavere da annusare
saprò inseguire il sole
e nella nube che oscura
il giorno
riconoscerò di te
l’impronta, parassita,
e sulle ali del tempo
ti consegnerò alla vita,
fino all’ultimo passo,
e fino all’ultimo soffio
di vento
riscriverò i ricordi
che avrò.

All’ombra di un cappello di paglia

Attendevo
il canto del colibrì
all’ombra del grande albero
come tu mi suggerivi
ma non immaginavo
e forse
non immaginavi
rovi
tra le foglie
ingannatrici
e del vecchio ribes
solo un rifugio per gli insetti.

Ora ho capito che
non sempre i fiori
sbocciano
tra i paletti di una staccionata
e attendo il canto
di un colibrì
all’ombra di un cappello
di paglia.

Forse un giorno rivedrò
fiori di ribes
tra i cespugli.