Imprese italiane – Nasce un portale per raccoglierle tutte

Nasce il portale www.impresevincenti.it, uno spazio virtuale dove le aziende italiane possono farsi pubblicità gratuitamente.

Il portale cresce di giorno in giorno, offrendo sempre più voci e mantenendo una grafica attuale e conforme agli standard del web.

Le aziende presenti sul portale potranno beneficiare, oltre che di un ottimo posizionamento all’interno dei più grandi motori di ricerca, di numerosi servizi che vanno dal Web Marketing al SEO, allo studio di campagne promozionali e di lancio attività, per le nuove imprese e quelle da tempo presenti sul mercato; potranno inoltre contare su un egregio servizio di Web Hosting e tutto ciò che ne deriva.

La consulenza iniziale fornita per i servizi aggiuntivi post-inserimento (a discrezione dell’azienda, che potrà richiederli in qualsiasi momento) sarà totalmente gratuita e seguita passo dopo passo dagli esperti del settore.

Per ottenere l’inserimento gratuito nel portale, l’azienda, purché Snc, Srl, Sas o ditta individuale, dovrà seguire la procedura descritta nel sito, alla voce “Come aderire“.

Imprese Vincenti è un progetto di Andrea Mucciolo e Roberta Volpi.

Per info scrivere a: info@impresevincenti.it

Sulle ali del tempo

Udire il mormorio sottile
del tormento
non fu mai così feroce
eppure tra le lacrime
nascoste al volto
ti riflettevi tu
ogni volta
e dell’immagine di me, sbiadita
non restava altro
che una pozza di cristallo.

E labbra tese a pizzicare l’aria,
assillo di ricordi putridi
e speziati.
Inumidire l’anima
e goccia a goccia scivolare
in questa notte eterna
rubata al cielo e alle sue stelle.

Ma forse un giorno,
un giorno lontano,
tra rovine di albe perdute
e primavere da annusare
saprò inseguire il sole
e nella nube che oscura
il giorno
riconoscerò di te
l’impronta, parassita,
e sulle ali del tempo
ti consegnerò alla vita,
fino all’ultimo passo,
e fino all’ultimo soffio
di vento
riscriverò i ricordi
che avrò.

Il Messaggero – Recensione del portale grammaticaitaliana.eu

Il portale sulla grammatica italiana (www.grammaticaitaliana.eu), realizzato da me e Andrea Mucciolo, recensito oggi nella pagina cultura nazionale de “Il Messaggero”, in un bellissimo articolo a cura del giornalista Leonardo Iattarelli.

Cliccando sull’articolo potrete ingrandirlo.

I nuovi siti web della mia attività

Mi occupo di consulenza informatica, di realizzazione siti internet statici e dinamici, nei più snelli e avanguardistici linguaggi quali html e fogli di stile (css) + animazioni, dove richiesto, e nei moderni software WordPress e Joomla!

Ecco i siti dell’attività:

http://www.realizzazionesitiinternetviterbo.it/

http://www.realizzazionesitiweborvieto.it/

http://www.realizzazionesitiwebfirenze.net/

http://www.sitiwebterni.it/

Offro servizio in tutta Italia, posso essere presente personalmente nelle zone di Viterbo, Terni, Orvieto e relativi comprensori.

Contattatemi pure per una consulenza iniziale gratuita.

Articolo per il Clubbing, free magazine nazionale

Il mio articolo per il mensile nazionale Clubbling, free magazine presente in tutti ritrovi e locali gay d’Italia, con 20.000 copie in distribuzione gratuita:

Potrete scaricare il numero completo di gennaio 2011 in versione pdf a questo link: http://www.gayclubbing.it/scarica.htm

Nuovo portale online gratuito sulla grammatica italiana

www.grammaticaitaliana.eu è il nuovo portale gratuito e senza pubblicità dedicato alla grammatica italiana: errori, dubbi linguistici, coniugazione dei verbi, regole ortografiche, rappresentano spesso uno scoglio troppo difficile da superare, e non sempre abbiamo un libro di grammatica a disposizione quando il dubbio bussa alle nostre porte.

Per questo, questo portale vi offre una panoramica sui vari aspetti della lingua italiana: parliamo di regole ortografiche, di strutture sintattiche e morfologiche, come il corretto uso della punteggiatura, la coniugazione dei verbi e molto altro ancora. Inoltre, sono presenti una piccola rubrica di scrittura creativa, attualmente in ampliamento, e un dizionario ottimizzato per un’interazione immediata.

Un motore di ricerca interno arricchisce il portale e rende più facile e veloce la consultazione dei vari argomenti. E se avrete un dubbio, una richiesta su regole grammaticali precise o altro, potrete inviare una domanda tramite il modulo apposito.

Le sezioni sono in continua crescita, pertanto a breve verranno introdotti nuovi spunti e argomenti utili.

Il servizio è completamente gratuito, perciò salvate il sito tra i vostri preferiti e linkatelo magari dai vostri blog, per tenerlo sempre a portata di mano!

Alcune osservazioni sul romanzo “Ostaggio del sesso” di Andrea Mucciolo

Attenzione: SPOILER su contenuto e finale


Per una felice combinazione mi sono trovata a leggere un romanzo che posso definire “diverso” rispetto a quelli da me favoriti, finora. Uso questo termine per definire una serie di circostanze emozionali che mi hanno vista in prima fila, ansiosa di comprendere sempre di più, di dare una spiegazione a ciò che apprendevo leggendo.

Senza dubbio, una storia che non si fa attendere troppi giorni sul comodino: ti cattura fin dalle prime pagine e ti accompagna fino alla fine, senza lasciarti il tempo di fermarti a riflettere, e sta qui, secondo me, l’arma vincente di questo romanzo: sono note subliminali quelle che si spingono da una frase all’altra, che ti attraversano la mente agendo direttamente a livello introspettivo, e che ti afferrano sul piano emotivo, nello stesso momento in cui sei intento a proseguire nella lettura. Ed è così, che da un capitolo all’altro, ti ritrovi al punto d’arrivo di uno che, se non l’avessi letto, avrei definito un semplice romanzo a sfondo psicologico, dal titolo equivocabile.

Le mie considerazioni a caldo sono state tutt’altro che costanti, tanto che ho sviluppato delle visioni differenti sul libro, ma soprattutto sul personaggio protagonista, infatti, posso dire di aver cambiato opinione su quest’uomo, durante la lettura.

Farò riferimento ad alcuni passaggi del libro, che potranno suonare sconosciuti a chi non ne avesse letto l’estratto pubblicato sul sito ufficiale dell’opera, a fruizione di tutti, gratuitamente.

All’inizio, prima dell’incontro al bar, hai l’impressione di avere davanti un uomo superficiale, estremamente superficiale, che non sa nemmeno lui cosa aspettarsi dal futuro; sembra gli vada incontro senza preoccuparsene molto, nonostante emerga in maniera eloquente il fatto che abbia intenzione di non rimanere solo. È come se gli servisse obbligatoriamente qualcuno accanto, per vivere, tanto che si affida al caso per trovarlo.

Quando parla del passato ti fa anche un po’ tenerezza, ma poi ti mette davanti la scena con Silvia e capisci che non è altro che uno stupido materialista superficiale.
Poi incontra quella donna, e non immagineresti mai di essere catapultato in un vortice di perversione tale; non penseresti mai, tra l’altro, che possa trattarsi di un inganno, una specie di “analisi di laboratorio”.

In questo, l’autore è stato abile a non far capire niente in anticipo, e non è facile riuscirci quando sai già la storia dove andrà a parare.

Da questo punto in poi, lui, lo cominci a vedere non tanto come una vittima di lei, quanto di se stesso: a lei riesci ad attribuire soltanto una capacità degenerativa fuori dalla norma, ma capisci subito di quanto egli possa essere considerato vittima solo della propria incapacità a tenere alta la dignità di fronte al piacere, alle leggerezze della vita, come se solo con quelle si potesse raggiungere la felicità.
Andando avanti con la storia, ti rendi conto di quanto cominci, man mano, a stargli stretta quella situazione, di quanto si capaciti di essere lui soltanto l’artefice delle proprie disgrazie e di quanto ancora lui non possa uscirne poiché troppo dentro a quel circolo vizioso del quale non riesce a fare a meno. Gli basta aggrapparsi a quel briciolo di verosimile che lo porta a pensare di essere stato scelto da un essere superiore a lui, per farsi rivoltare consapevolmente come un calzino.

Davanti a ciò, non provi più tanto disprezzo per quell’uomo: ti senti piuttosto attraversato da una sorta di sentimento di pietà, per quello che è riuscito a fare della sua vita, ma allo stesso tempo non riesci a dispiacertene poi molto, perché lo sai che se solo lo volesse, potrebbe essere libero.
Fin qui ho apprezzato molto il libro, soprattutto per come l’autore ha lasciato correre la storia, le immagini, le situazioni una dietro l’altra. Non ricordo quanti libri mi abbiano tenuta attaccata alle pagine come questo. L’ho letto fin lì tutto d’un fiato, proprio perché complessivamente è stato gestito in maniera molto naturale, come se inventare una storia del genere non fosse per nulla difficile. Ti senti parte di essa, ne sei partecipe e sei vittima di tante, troppe, emozioni diverse nei confronti del protagonista, della situazione, di quello che al contempo ti sta muovendo a livello morale. Vedi passare i giorni di quest’uomo velocemente e hai come l’impressione che una vicenda così “forte” sia vissuta da lui in maniera fin troppo leggera. E ti fa rabbia.

Questo aspetto lo si nota osservando il modo in cui l’autore si esprime e fa esprimere il personaggio: ci mette davanti una persona apparentemente normale, sicuramente mediocre, che decide di vivere una storia sentimentale a tre, allo stesso modo con cui deciderebbe di girare l’angolo e comprare un panino.

La parte successiva, anche quella l’ho letta tutta d’un fiato, ma ho fatto molta più fatica.

Prima di tutto, non mi sarei mai aspettata un risvolto così violento, così drammatico: per la prima volta riesci a vedere quella donna, lei, la tentazione della situazione, come una possibile vittima di quest’ultima; vedi un maschilismo atroce, inteso in senso puramente fisico, senti il disprezzo, concentrato nell’esternazione della forza.

È in questa fase che apprendi quanto faccia male la presa di coscienza della perdita della propria dignità, quanto un uomo sia disposto a scendere in basso per riprendersi ciò che è suo, talmente colpito da non capire le atrocità che commette.

E le scene successive sono anche peggiori: abbracciare la decadenza dell’uomo che, per assecondare un meccanismo contorto della mente, si trova a sostenere; vederlo ridurre allo stato più crudo della miseria per riconoscerlo in grado di capire, di rendersi conto di cosa significhi vivere, di quanto un difetto estetico, a quel punto, potesse apparirgli insignificante di fronte alla povertà più vera. È il momento in cui vorresti essere un braccio per quell’uomo, una fonte d’acqua, un vestito pulito, una coperta calda.

Questa storia fa emergere quanto la mediocrità dell’uomo (uomo inteso in senso generico) possa essere una chiave di lettura per le azioni compiute, per i pensieri espressi, per le reazioni innescate, ma, soprattutto, per i risvolti negativi che la vita ti può portare a pagare. Come la causa dei peggiori mali possiamo essere noi stessi, di come non ci si accorga, fin troppo spesso, di quanto i nostri presunti mali possano essere niente in confronto alla vera miseria. E quanto la vera miseria possa essere vivere senza un tetto sulla testa o, allo stesso modo, esistere calpestando e facendo disintegrare la propria dignità, barattandola per una felicità apparente.

Mi è molto piaciuta la morale della storia, mi è piaciuto il modo in cui l’autore l’ha resa alla portata di tutti, il modo in cui l’ha “alleggerita” nonostante il peso.

Questo renderla “leggera” comunica quanto sia facile perdere se stessi in cambio di… niente.

È atroce pensarci. Non ho amato tutta quella violenza, alla fine del testo, e mi sono chiesta se fosse davvero necessaria a trasmettere tanta bassezza e tanta disperazione. E forse la risposta giusta è “sì”, ma è stato doloroso da leggere.

Consiglio la lettura di questo libro a quanti apprezzino spingersi fino in fondo alle storie, arrivando a non identificarle più come semplici parole inventate e stampate, almeno finché non vi si arrivi in fondo, quando giunti alla parola “fine” si chiudono gli occhi e si RIcomincia a pensare.

Ostaggio del sesso

Autore: Andrea Mucciolo

Editore: Eracle Edizioni

Sito ufficiale dell’opera: www.ostaggiodelsesso.com

All’ombra di un cappello di paglia

Attendevo
il canto del colibrì
all’ombra del grande albero
come tu mi suggerivi
ma non immaginavo
e forse
non immaginavi
rovi
tra le foglie
ingannatrici
e del vecchio ribes
solo un rifugio per gli insetti.

Ora ho capito che
non sempre i fiori
sbocciano
tra i paletti di una staccionata
e attendo il canto
di un colibrì
all’ombra di un cappello
di paglia.

Forse un giorno rivedrò
fiori di ribes
tra i cespugli.

Nella gora dei dannati

Ti vedo appostarti
sulle vite degli altri
disposto a centellinare
acqua pulita
e lo sai anche tu
che dei passi intrisi,
l’eco
non s’arresta mai.

E baratteresti il tuo
peggior nemico
per un sorso di
libertà.
Noleggeresti il peso
di caramelle
e bambole.

Ma caramelle e bambole
non sono più
Il porto sicuro
di candidi sogni.

Se

Non avrò più un’alba
se alla fine del sentiero
osservando il cielo
conoscerò il giorno.

Teach me to fly

Forgiveness, i know
will set me free.
But I can’t fly
tonight. Not yet.
Not ready to fall
again.

Does the welkin waits?

Teach me to fly
tomorrow, and maybe
I will be free.

Festa dell’Olio e del Farro – Il Giardino della Fantasia in fiera!

Questo weekend, si terrà, ad Alviano, in provincia di Terni, la Festa dell’Olio e del Farro – Mostra Mercato dell’Artigianato e dell’Enogastronomia.

Saranno presenti le creazioni in pasta di fimo de Il Giardino della Fantasia, precisamente all’interno della sala del castello di Alviano.

Il programma della maratona prevede, tra le varie cose, l’esposizione e degustazione di prodotti e piatti tipici del territorio.

L’esposizione avrà luogo dalle 16.00 alle 20.00 di sabato 27 e dalle 10.00 alle 20.00 di domenica 27 Novembre.

Nei giorni successivi verranno pubblicate, su questo blog e sul sito ufficiale de Il Giardino della Fantasia (http://www.creazioniinfimo.altervista.org) , le foto dell’intera manifestazione.

Non ho dimenticato

Non ho dimenticato
quando, lontana
dalle acque limpide
mi conducesti alla deriva
e non mi specchiavo più
bambina.

E domani, ancora,
non avrò dimenticato
le verità, strappate
a una fotografia.

E fingerò
di aver disfatto il mio bagaglio
e di non esser pronta
per una nuova partenza.

Ma questa volta
mentre tu cancelli le mie tracce
ho già comprato delle scarpe nuove.

Possiamo. Tutto.

Dove non arriva la conoscenza, può la logica.

Il caso è chiuso

Della miriade di fattori determinanti una reazione, non conosciamo, con ogni probabilità, nemmeno la più piccola sfumatura, ma pretendiamo di saperne la causa scatenante e, conseguentemente, di essere all’altezza di formularne giudizio.

Non puoi chiamarla, semplicemente, “sindrome di Stoccolma”

E quelle mani
viziate di sangue
serranti la vita,
agognanti un ultimo
rantolo
mi avvolgono, ignobili
confessando un ricordo
di morte.

Sotto scacco

Svegliarsi
e capire
che è tutto vero.

Comprendere
che non puoi muoverti
senza essere mangiato.

L’ultima pedina

Incedi inerte, a fari spenti
sul marciapiede instabile.
E un passo
nel buio di una crepa
non fa rumore.

E ti accontenti del sapore
amaro, di quel briciolo
d’immenso a cui aspiravi
ma disarmato, tra la gente
sbiadisci.

Ultima pedina
nelle mani di un campione.

E non c’è vento sulla sabbia
che cancelli le tue orme
rimirare la caduta.

Inconfessabile innocenza

Quando dite che vivete attimo per attimo, senza badare al dopo, in realtà vi contraddite, poiché, assicurandovi di non avere rimpianti, state pensando al futuro.

The mirror boy – audio poesia

Ecco a voi il video della prima audio poesia postata sul canale youtube (RobertaVolpi1983). Buona visione.

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