Di carne e di seta

E se è la carne che devo celebrare
se è fuoco, tra le mie mani, che devo trattenere
che mi si aprano le porte
di questo Inferno lugubre,
ch’io lo possa tingere
di rosso e di cera,
seta e candore a destare le ombre
e profumo di donna a dissetare le vesti.

Un faro rischiara una notte di ombre

Voglio te
nella pioggia d’estate
nel vento feroce
nell’inverno gelido, te
nella coltre di nebbia un faro
rischiara una notte di ombre
io
voglio te
tra le dita, nel pianto che ho perso
per tutta la vita,
invano?
Voglio te, nel silenzio.
ora
voglio te, nel respiro
di un abete, spoglio
voglio te, e il canto del mare
sarà ombra al suono delle tue
parole.

Audio poesia “Verso l’infinito”, scritta e recitata da Roberta Volpi

Ecco una nuova audio poesia. Buon ascolto. :)

Sussurro d’elezione

Celebrarti
con rose
che non vedemmo mai.
Raggiungerti
e ricalcare l’attimo, caldo
di un battito
e condividermi, e legarsi.
E sussurrarti
con il vento
odore di un futuro in cui
ho già poggiato il passo.

POESIA, Crocetti Editore, pubblica “Lo scherno del cielo” di Roberta Volpi

La mia poesia “Lo scherno del cielo” pubblicata sul Numero 259, attualmente in edicola, della rivista internazionale di cultura poetica “Poesia”, distribuita da oltre vent’anni in tutta Europa ed edita da Crocetti Editore.

Pubblicazione sulla rivista letteraria Inchiostro

Le poesie «Il tempo di un respiro», «L’abominio» e «L’infinito non racconta se stesso» sono state pubblicate in versione originale sul numero 1-2/2011 di «Inchiostro, rivista di storie e racconti da leggere e da scrivere – www.rivistainchiostro.it».

L’autrice ringrazia la rivista Inchiostro, il suo direttore, la redazione e la casa editrice Il Riccio Editore per la disponibilità dimostrata.

Sulle ali del tempo

Udire il mormorio sottile
del tormento
non fu mai così feroce
eppure tra le lacrime
nascoste al volto
ti riflettevi tu
ogni volta
e dell’immagine di me, sbiadita
non restava altro
che una pozza di cristallo.

E labbra tese a pizzicare l’aria,
assillo di ricordi putridi
e speziati.
Inumidire l’anima
e goccia a goccia scivolare
in questa notte eterna
rubata al cielo e alle sue stelle.

Ma forse un giorno,
un giorno lontano,
tra rovine di albe perdute
e primavere da annusare
saprò inseguire il sole
e nella nube che oscura
il giorno
riconoscerò di te
l’impronta, parassita,
e sulle ali del tempo
ti consegnerò alla vita,
fino all’ultimo passo,
e fino all’ultimo soffio
di vento
riscriverò i ricordi
che avrò.

All’ombra di un cappello di paglia

Attendevo
il canto del colibrì
all’ombra del grande albero
come tu mi suggerivi
ma non immaginavo
e forse
non immaginavi
rovi
tra le foglie
ingannatrici
e del vecchio ribes
solo un rifugio per gli insetti.

Ora ho capito che
non sempre i fiori
sbocciano
tra i paletti di una staccionata
e attendo il canto
di un colibrì
all’ombra di un cappello
di paglia.

Forse un giorno rivedrò
fiori di ribes
tra i cespugli.

Nella gora dei dannati

Ti vedo appostarti
sulle vite degli altri
disposto a centellinare
acqua pulita
e lo sai anche tu
che dei passi intrisi,
l’eco
non s’arresta mai.

E baratteresti il tuo
peggior nemico
per un sorso di
libertà.
Noleggeresti il peso
di caramelle
e bambole.

Ma caramelle e bambole
non sono più
Il porto sicuro
di candidi sogni.

Se

Non avrò più un’alba
se alla fine del sentiero
osservando il cielo
conoscerò il giorno.

Teach me to fly

Forgiveness, i know
will set me free.
But I can’t fly
tonight. Not yet.
Not ready to fall
again.

Does the welkin waits?

Teach me to fly
tomorrow, and maybe
I will be free.

Non ho dimenticato

Non ho dimenticato
quando, lontana
dalle acque limpide
mi conducesti alla deriva
e non mi specchiavo più
bambina.

E domani, ancora,
non avrò dimenticato
le verità, strappate
a una fotografia.

E fingerò
di aver disfatto il mio bagaglio
e di non esser pronta
per una nuova partenza.

Ma questa volta
mentre tu cancelli le mie tracce
ho già comprato delle scarpe nuove.

Possiamo. Tutto.

Dove non arriva la conoscenza, può la logica.

Il caso è chiuso

Della miriade di fattori determinanti una reazione, non conosciamo, con ogni probabilità, nemmeno la più piccola sfumatura, ma pretendiamo di saperne la causa scatenante e, conseguentemente, di essere all’altezza di formularne giudizio.

Non puoi chiamarla, semplicemente, “sindrome di Stoccolma”

E quelle mani
viziate di sangue
serranti la vita,
agognanti un ultimo
rantolo
mi avvolgono, ignobili
confessando un ricordo
di morte.

Sotto scacco

Svegliarsi
e capire
che è tutto vero.

Comprendere
che non puoi muoverti
senza essere mangiato.

L’ultima pedina

Incedi inerte, a fari spenti
sul marciapiede instabile.
E un passo
nel buio di una crepa
non fa rumore.

E ti accontenti del sapore
amaro, di quel briciolo
d’immenso a cui aspiravi
ma disarmato, tra la gente
sbiadisci.

Ultima pedina
nelle mani di un campione.

E non c’è vento sulla sabbia
che cancelli le tue orme
rimirare la caduta.

Inconfessabile innocenza

Quando dite che vivete attimo per attimo, senza badare al dopo, in realtà vi contraddite, poiché, assicurandovi di non avere rimpianti, state pensando al futuro.

The mirror boy – audio poesia

Ecco a voi il video della prima audio poesia postata sul canale youtube (RobertaVolpi1983). Buona visione.

Le mie audio poesie (video poesie, poesie recitate)

Nasce oggi questa sezione per raccogliere i video delle mie audio poesie, le quali, in contemporanea, verranno pubblicate sul mio nuovo canale youtube dedicato

( http://www.youtube.com/user/RobertaVolpi1983).

Questa nuova avventura vedrà la collaborazione di musicisti e fotografi, che con le loro opere contribuiranno all’arricchimento dei video contententi le poesie.

I testi delle poesie che andrò a recitare si trovano già alla sezione del blog “Le mie poesie”.

Buon ascolto e buona visione.

Roberta.

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